Ecco l’esperienza di Emanuela, come per Silvia, con un grande amore per la pallavolo giocata e insegnata con passione. Da 3 anni Allenatrice al Volley Riozzo dove ha sposato in pieno il progetto crescita per il gruppo a lei assegnato: il Team 2008.

Eccomi, sono Emanuela Midali, classe 1977 e chiunque mi conosce sa che accanto al mio nome c’e’ sempre associata la PALLAVOLO. Come tante ragazzine della mia età, ho iniziato a giocare a pallavolo guardando il cartone animato Mila e Shiro. Da quello che era un semplice tirare un pallone, la pallavolo è diventata parte di me….fa parte del mio DNA.

Ero alle medie quando la professoressa di educazione fisica mi ha notato e mi ha chiesto di andare a giocare in una squadra di S. Angelo Lodigiano, la Junior. E’ così che ha inizio una vera e propria avventura che durerà tanti anni….

Fin da subito sapevo che cosa volevo diventare: un’ALZATRICE. Mi piaceva distribuire i palloni, alzare la palla alle compagne per permettere loro di schiacciare nel miglior modo possibile, ero felice quando la squadra faceva punto anche grazie a me ed era bellissimo essere al centro del gioco. Ruolo difficile quello del palleggiatore ma io volevo fare quello e non avevo nessun dubbio. Aspettavo con ansia la sera per andare in palestra, attendevo il week end per andare a fare le partite e nel frattempo svolgevo la vita da studentessa. Quello che ci tengo a dire alle ragazze che dicono “non ho tempo di venire all’allenamento perché devo studiare” è un grande NOOOOO! Il tempo si trova, basta solo organizzarsi, lo sport fa solo bene e non toglie spazio ad altro se veramente lo si vuole fare.

Come tante cose nella mia vita, per una coincidenza vengo chiamata a giocare a Lodi, nella Volley Lodigiana, dove vengo allenata una persona incredibilmente fantastica che mi ha insegnato la pallavolo: Osvaldo Gatti. Devo tanto a lui non solo dal punto di vista pallavolistico ma soprattutto dal punto di vista umano.

VOLLEY LODIGIANA

Da Lodi nel 1999 mi trasferisco a Villanterio dove inizia una nuova e splendida esperienza. Qui conosco il Direttore Sportivo che è stato capace di portare la squadra dalla prima divisione alla serie A: Gigi Poma. Gigi non solo è un grande Dottore ma è una grande persona. La sua passione per la pallavolo lo ha portato a vincere tanto e io a vincere con lui. A Villanterio stringo un forte legame di amicizia con Elena Bresciani, moglie di Gigi Poma e dirigente della società.

VOLLEY VILLANTERIO

Da Villanterio decido di andare a S. Martino in Strada, il mister è Vittorio Porcelli. Vittorio è un giovane allenatore che ha tanta voglia di insegnare e tecnicamente è molto preparato. A S. Martino trovo compagne di squadra eccezionali, una società seria e vivo delle emozioni fortissime.

VOLLEY S.MARTINO

Anno 2006 decido di smettere di giocare perché dopo 20 anni di pallavolo ero veramente stanca, avevo bisogno di staccare la spina per un po’…

Cosa ho imparato da questi anni di pallavolo? Ho imparato a credere in me stessa, ad organizzare il tempo per poter fare ciò che è importante. La pallavolo, in tutte le società in cui ho giocato, mi ha regalato amicizie vere e durature. La pallavolo mi ha aiutato ad affrontare più serenamente i problemi familiari avuti in giovane età. Considero la palestra un posto sicuro per i ragazzi e le ragazze, la palestra è un luogo sano e può tenere i giovani lontani dai “pericoli” in cui è facile cadere.

Trascorrono ben 10 anni senza il Volley e nel frattempo sono arrivano i miei più grandi successi: I MIEI FIGLI.

Un giorno arriva una telefonata per giocare un torneo di pallavolo e mio figlio mi convince a partecipare. “Perché non provi ancora a giocare, mamma?” E’ bastata una frase per farmi tornare in palestra e a non farmi staccare più. Torno a giocare per qualche annata ma poi viene fuori quello che sentivo dover fare: ALLENARE! Anche qui, il caso ha voluto che incontrassi di nuovo Elena Bresciani, ed è grazie a lei che ho cominciato ad allenare come società Riso Scotti. Ho iniziato a fare corsi su corsi perché nella pallavolo non si finisce mai di imparare e bisogna sempre aggiornarsi.

Finita la collaborazione con Riso Scotti eccomi al Volley Riozzo. Se sono qui è grazie a Vittorio Porcelli che mi ha voluta nel suo Staff e grazie ad Annunciata Scala che non è una semplice PRESIDENTESSA ma è una forza della natura, un vulcano di idee e sempre un passo avanti a tutti.

Che cosa cambia da essere giocatrice a essere allenatrice? Posso dire che essere giocatrice è molto più semplice, allenare è una grande responsabilità ma questo lo capisci sempre dopo. Il ruolo dell’allenatore è un insieme di tantissime cose, non è il semplice insegnare un bagher o un palleggio ma è molto di più. Bisogna essere pazienti, capaci di coinvolgere il gruppo, capire ogni singola persona/atleta che si ha davanti. La motivazione che mi spinge ad allenare è principalmente per trasmettere questa mia passione alle ragazze ed è bellissimo vedere nei loro occhi la stessa dedizione, lo stesso amore che avevo io alla loro età.

Questo particolare momento che stiamo vivendo è per me motivo di grande tristezza. Stare lontana dalla palestra e dalla mia squadra è veramente dura e, anche se siamo sempre in contatto e ci alleniamo online, spero solo di poter tornare alla normalità al più presto.

Torneremo in palestra e torneremo ad abbracciarci dopo ogni punto!

LA PALLAVOLO E’ VITA!!

Manu#10

3 risposte

  1. Grande Manu! Quanta emozione a rileggere la tua storia, in parte nota perché condivisa con mia sorella, ma soprattutto elettrizzante la passione che trasuda da ogni frase. Come allenatrice, hai dato molto alla mia bimba, e spero proprio che potremo tornare presto in palestra, perché non si finisce mai di imparare!

  2. Super Manu !!! Intervista emozionante che riesce , a mio avviso , a trasmettere al lettore il tuo immenso amore per la pallavolo , oltre all’impegno e alla dedizione profusi.
    Le tue parole non fanno che confermare che sei una vera e propria forza della natura !
    AD MAIORA a te e alle tue allieve !

  3. Manu
    Questa intervista mi ha fatto ripercorre virtualmente momentiunici,indimenticabili…
    Lo sport è sacrificio ma tutto è ripagato dalle soddisfazioni e dalle compagne di squadra che incontri sul tuo cammino.
    Fare sport fa crescere…ti responsabilizza perché sai che la squadra conta su ogni elemento…fuori e dentro il campo…è questo che fa grande questo sport…alla fine la squadra diventa la.tua seconda famiglia per va rispettata.

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